Capoeira

Che cos’è?

La Capoeira è libertà. Le radici della Capoeira sono profondamente legate alla libertà: essa fu creata dagli schiavi neri portati in Brasile come la lotta per la liberazione. Col passare del tempo, nelle città e nei villaggi, la CAPOEIRA si è evoluta in una vera e propria forma di manifestazione della cultura popolare brasiliana.

Questa arte ha superato tutti i tipi di proibizionismo, boicottaggio, persecuzione e discriminazione fino a quando non si è trasformata in un simbolo di resistenza popolare nella ricerca della libertà e dell’identità del popolo brasiliano.

Si tratta di un misto di lotta, danza, acrobazie, poesie, filosofia e gioco che ha attraversato le frontiere ed affascinato bambini, ragazzi e adulti in più di 160 paesi in tutti i continenti.

La Capoeira come pratica educativa. Attualmente la CAPOEIRA, in Brasile e in molti altri paesi, è insegnata in scuole materne, elementari, medie, superiori, nelle università, nei club, nelle palestre e all’interno di progetti sociali, ma anche in molte altre occasioni.

In qualità di educatori non siamo a conoscenza di un’altra attività che possa essere tanto completa sia nel senso della preparazione dei docenti che degli alunni che insieme cercano di sviluppare uno spazio educativo di evoluzione e allo stesso tempo ludico, che consenta un dialogo, fornendo una coscienza comune a tutti gli attori del mondo formativo.

È per questo che sosteniamo l’utilizzo della CAPOEIRA come progetto sociale legato all’educazione e alla cultura.

Storia della Capoeira. Il 22 aprile 1500 Pedro Álvares Cabral sbarca in Brasile e dietro di lui la civilizzazione portoghese. I colonizzatori per risolvere il problema di manodopera schiava cominciano a catturare africani. Gli schiavi venivano sfruttati nelle piantagioni (canna da zucchero, tabacco, caffè, ecc.). Alcuni si organizzarono in comunità indipendenti, nei villaggi detti quilombos. Questo periodo fu sicuramente un catalizzatore dello sviluppo della capoeira.
Il mito diffuso è che la capoeira fosse un modo per gli schiavi di allenarsi a combattere dissimulando, agli occhi dei carcerieri, la lotta con la danza. Questo può essere vero solo per uno stadio molto primitivo del suo sviluppo, perché in realtà la pratica della capoeira a partire dal 1814 venne vietata agli schiavi, principalmente per impedirne l’aggregazione.
Il 1888 fu l’anno di liberazione dalla schiavitù ma la capoeira fu presto associata alla delinquenza di strada, tanto da venire proibita a livello nazionale già dal 1892. La pratica della capoeira rimase clandestina (da questo deriva l’uso per ogni capoeirista di un apelido, un soprannome), spesso violenta e praticata solo nelle strade da individui malfamati, schedati appunto dalla polizia come capoeiras.
Nel 1930 la politica nazionalistica del presidente/dittatore Getúlio Vargas, in cerca di uno sport da promuovere come sport nazionale, dette l’opportunità a Mestre Bimba di riscattare la capoeira con lo stile di “Lotta Regionale di Bahia”, da lui ideato. Nel 1932 gli venne permesso di aprire la prima academia nella quale impose anche delle regole di disciplina per ripulire la cattiva immagine che l’opinione pubblica aveva della capoeira. Dopo una pubblica esibizione di Mestre Bimba e dei suoi allievi finalmente lo sport ebbe il suo riscatto, e cominciò la sua lenta ascesa.
Nel 1974 la capoeira è stata riconosciuta come sport nazionale brasiliano. Nel 1957 Mestre Canela porta la capoeira in Italia, prima a Roma dove istruisce qualche allievo, poi sposta il suo gruppo a Viterbo. Nel 2007 ha festeggiato i cinquant’anni della capoeira in Italia con una gara nella palestra della verità di Viterbo.

La Capoeira: stili e sport. La capoeira è divisa in diversi stili: la capoeira Primitiva, la capoeira Angola, la capoeira Regional, la capoeira Estilizada, la capoeira Contemporanea. Negli anni ’30 Mestre Bimba apre la sua palestra di capoeira come attività culturale (la sua Académia si chiamava “Centro de Cultura Fisica e Regional Baiana”), perciò la sua capoeira fu denominata “Regional” ed ebbe un ruolo centrale nel processo di integrazione nella società Brasiliana accettando nella sua scuola soltanto lavoratori(poveri/neri) e studenti(nella maggioranza bianchi).
Era un’epoca di renovazione, quindi dopo che Mestre Bimba aveva reso noto questa esigenza d’organizzazione nella capoeira, gli altri capoeiristas di Bahia si sono riuniti e fodarono lo stile Angola che fu organizzato e perfezionato da Mestre Pastinha, conservando la capoeira praticata all’epoca “pre-Bimba” con i suoi aspetti originali e rituali della capoeira. I movimenti a seconda del ritmo eseguito al berimbau possono essere veloce portando il capoeirista ad avere una postura ed un gioco più alto o più lenti e più vicini al suolo, il jogo dura più a lungo ed enfatizza il dialogo fra i due corpi, l’estetica e la ritualità dei movimenti, le strategie e le tattiche, la malandragem (cioè l’astuzia, la malizia nel gioco); venne codificata come disciplina sportiva nel “Centro Esportivo de Capoeira Angola” di Pastinha.
Oggi, in realtà, la mescolanza di stili e tecniche non permette una classificazione così netta per molti gruppi di capoeira.
Elemento comune a qualsiasi stile di capoeira è la musica. Il ritmo del berimbau (lo strumento simbolo della capoeira) scandisce ogni fase del gioco nella roda (il cerchio di persone che si forma attorno ai due capoeiristi che stanno giocando). Esistono tipi di gioco diversi a seconda del ritmo infatti attraverso la musica i suonatori possono modificare il gioco, comunicare messaggi al pubblico e ai giocatori. Come diceva Mestre canjiquinha: “io sono capoeira, quindi il ritmo che fa il berimbau io gioco”.

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